Storia di un bambino, diventato inventore



Giuseppe Peron nasce nel 1947 da una famiglia Veneta di contadini, fin da piccolo impara ad amare la natura e tutto ciò che Madre Terra può regalare all’uomo.

Il periodo della sua fanciullezza trascorre tra la scuola e l’aiuto in famiglia nel duro lavoro dei campi.


Giuseppe racconta sempre di quanto fosse affascinato dallo sviluppo tecnologico nel settore agricolo che si sviluppava proprio in quegli anni :”era emozionante vedere entrare nel grande cortile la prima mietitrice …

La nostra famiglia era la prima in paese ad avere questa possibilità, con i miei 3 fratelli restavamo a guardarla lavorare incantati”.


La curiosità per l’ innovazione tecnologica, mescolata ai forti valori tramandati dalla sua famiglia di origine, hanno fatto di Giuseppe un uomo con questi segni particolari: passione per il lavoro, senso del sacrificio, impegno e dedizione. Il suo carattere ha aggiunto una gran dose di caparbietà!

Lavorare la terra però non gli bastava, i valori che aveva dentro di se lo portarono a fare delle scelte forti : desiderava poter aiutare gli altri e così decide di intraprendere gli studi e acquisisce il diploma di infermiere professionale.


Le sue esperienze nel campo paramedico ospedaliero sono state varie e coinvolgenti. Dal reparto di medicina , a quello di chirurgia passando per il Pronto Soccorso.

Il profilo professionale di Giuseppe è stato sempre corretto e propositivo, egli infatti si schiera in prima linea per richiedere un riconoscimento e un aumento di livello contrattuale per la categoria di lavoratori che rappresentava .

Nell’ambito lavorativo conosce la giovane Vilma, oggi sua moglie. Con lei costruisce una famiglia con ben quattro figli, alcuni dei quali seguiranno le orme del padre, chi come infermiere, chi nell’azienda che nascerà nel campo del benessere.


Dopo un esperienza ventennale nel campo paramedico ospedaliero Giuseppe sente il bisogno di rimettersi in gioco. Sceglie di intraprendere degli studi particolari per quegli anni: massaggio, pranoterapia, riflessologia plantare.




Nel 1990 si diploma diventando uno dei pionieri in Italia nel campo delle tecniche olistiche di trattamento al corpo.

Le prime esperienze le muove trasformando il salotto di casa in un centro benessere… per poi aprire il proprio studio che porta il suo nome.

Giuseppe in quegli anni fa della riflessologia plantare il suo cavallo di battaglia e abbinato al massaggio crea un suo metodo di lavoro, con risultati antistress sorprendenti.

I racconti dei risultati raggiunti e la soddisfazione della clientela, hanno nel tempo incuriosito e affascinato i figli di Giuseppe, e così assieme alle figlie Roberta e Laura nel 2001 viene costituta “ Armonie del Benessere” un centro benessere a conduzione familiare.

Questo progetto fin dall’inizio voleva risultare “diverso”, il desiderio comune era quello di distinguersi, dando servizi di eccellenza ma soprattutto come dice sempre Giuseppe volevamo “fare estetica attraverso il benessere!”.


Le esperienze di Giuseppe sono continuate anche su altri fronti. Egli ha affiancato per un lungo periodo una importante azienda nel settore della commercializzazione di servizi e prodotti estetici.


Questa esperienza lo ha portato a partecipare a numerose fiere del settore estetico, come protagonista attivo, mettendosi in prima linea.

Questa sua presenza alle fiere ha portato Giuseppe a fare delle valutazioni su ciò che le aziende proponevano alle estetiste per poter risolvere le problematiche legate al corpo.

In quegli eventi fieristici Giuseppe ricerca le novità per la cura del corpo, ma ben presto si accorge che non esiste nessuna proposta degna del suo interesse … e così, quasi senza volerlo … il suo cervello inizia ad elaborare dei pensieri alla ricerca di: innovazione, benessere, risultato.

Così, con quei pensieri una notte di Maggio del 2004 Giuseppe va a dormire e succede qualcosa di particolare: ha un risveglio notturno, e nella sua mente era apparsa la luce di un'idea.

Giuseppe racconta che in quell’occasione gli è sembrato di aver visto un film davanti a sé: “mi era tutto chiaro, vedevo scorrere il mio progetto davanti agli occhi”.

Un macchinario di nuova generazione era nato nella mente del suo inventore, anche se lui non ne era totalmente consapevole.

Non può resistere, deve alzarsi, prendere carta e penna e iniziare a disegnare il suo progetto.

In quella notte di primavera nasce l’idea di Tirs.